La riforma del diritto fallimentare. Cosa cambierà
Lo scorso 14 novembre 2017 è entrata in vigore la legge n. 155/2017 che delega il Governo a riformare il sistema delle procedure concorsuali, delle procedure di composizione della crisi e dei privilegi e delle garanzie nel termine di dodici mesi. I criteri in essa indicati forniscono informazioni sulle diverse novità in arrivo in materia. In primo luogo il fallimento cambierà denominazione diventando "liquidazione giudiziale", anche se saranno mantenute le fattispecie dei reati fallimentari.

In secondo luogo, non sarà più possibile la dichiarazione di fallimento d'ufficio

La riforma dovrà introdurre una norma che definirà cosa si intende per stato di crisi, ovvero probabilità di futura insolvenza, distinguendola espressamente dalla nozione di insolvenza, che verrà conservata nell'ordinamento giuridico.

Un altro cambiamento riguarderà l'ambito processuale. Verrà introdotta una procedura per l'accertamento dello stato di crisi, in conformità a quanto previsto dall'art. 15 LF, con possibilità di azione da parte del pubblico ministero e degli organi di controllo e vigilanza sull'impresa. Inoltre verrà armonizzato il regime delle impugnazioni per i provvedimenti di apertura della procedura di liquidazione giudiziaria e di omologazione del concordato.

Successivamente la legge delega manifesta l'intenzione del legislatore di assoggettare al procedimento di accertamento dello stato di crisi o insolvenza non solo gli imprenditori commerciali... [continua sul sito] Fonte: Approforndimento Ateneo