Notifica degli atti tributari, legge e giurisprudenza
Notificare, giuridicamente parlando, significa "portare a conoscenza", e quando si parla di atti tributari, ovvero di atti impositivi emessi per la riscossione di imposte, tasse, contributi, con la notifica viene portato a conoscenza un obbligo di pagamento, entro un termine ben preciso, scaturito da un accertamento o da un inadempimento del debitore. Si parla di atti molto diffusi come gli avvisi di accertamento o liquidazione e le cartelle esattoriali, sia riguardanti crediti dello Stato che crediti degli enti locali (atti tributari dei Comuni o delle Regioni). Per atti amministrativi come i verbali di multe al codice della strada, gli atti inerenti le sanzioni amministrative -in generale- e le ingiunzioni fiscali -utilizzate da molti Comuni come mezzo di riscossione diretta- le regole sono più o meno le stesse più limitate alle forme tradizionali di notificazione -con ufficiali giudiziari, messi, o via posta-.
Come regola generale ci si riferisce al codice di procedura civile, a cui rimanda anche la normativa che regola gli accertamenti fiscali (Dpr 600/73 art.60) apportando alcune modifiche. La norma di notifica della cartella esattoriale (Dpr 602/73 art.26) rimanda a sua volta all'art.60 del Dpr 600/73 intrecciando di fatto tra loro le regole di notifica degli atti giudiziari e di quelli tributari, con alcune differenze per questi ultimi. Anche il codice della strada, per la notifica dei verbali delle multe, rimanda al codice di procedura civile e alle normative di notifica postale (D.lgs.285/92 art.201) così come... [continua sul sito] Fonte: Approforndimento Ateneo